IL POTERE DELL’INFLUENZA – S.lla Isabel Pereira Das Neves

 

influenza

I Corinzi 11:1 – “Siate miei imitatori come anche io lo sono di Cristo”.

Conosco una frase che dice: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, il quale mette in rilievo il potere dell’influenza interpersonale. John Maxwell afferma che durante la sua vita una persona può influenzare mediamente più di 5000 persone, quindi la domanda corretta non è se esercito alcuna influenza negli altri, ma piuttosto che livello di influenza ho sugli altri.

Studieremo oggi il potere dell’influenza, attraverso il consiglio biblico, assumendo il compromesso di essere una donna d’influenza, ogni giorno positiva per coloro che ci circondano.

 

GESTISCI L’ INFLUENZIA NEGATIVA

a)       I familiari: “Dissi quindi ai loro figli nel deserto: «Non camminate secondo gli statuti dei vostri padri, non osservate i loro decreti e non contaminatevi con i loro idoli»” (Ezechiele 20:18).

b)      Gli amici: “Figlio mio, se i peccatori ti vogliono sedurre, non acconsentire” (Proverbi 1:18).

c)       Le circostanze: “Dopo queste cose, avvenne che la moglie del suo padrone mise gli occhi su Giuseppe e gli disse: «Coricati con me»; Nonostante il fatto che lei ne parlasse a Giuseppe ogni giorno, egli non acconsentì a coricarsi con lei né a darsi a lei” (Genesi 39:7,10).

d)      La società: “Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché per queste cose viene l’ira di Dio sui figli della disubbidienza” (Efesini 5:6).

e)      La cultura: “Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Colossesi 2:8).

f)        Il mezzo d’informazione e comunicazione (televisione, internet, social network): “I tuoi occhi guardino diritto e le tue palpebre mirino diritto davanti a te.  Appiana il sentiero dei tuoi piedi, e tutte le tue vie siano ben stabilite.   Non deviare né a destra né a sinistra; ritira il tuo piede dal male” (Proverbi 4:25,26).

 

INFLUENZARE POSITIVAMENTE GLI ALTRI COL TUO PARLARE

a)       Parola saggia: “Uno prova gioia quando può dare una risposta, e quanto è buona una parola detta al tempo giusto!” (Proverbi 15:23).

b)      Parola soave: “Le parole soavi sono come un favo di miele, dolcezza all’anima e medicina alle ossa” (Proverbi 16:24).

c)       Parola di grazia: “Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come vi conviene rispondere a ciascuno” (Colossesi 4:6).

d)      Parola appropriata: “Una parola detta al tempo giusto è come dei pomi d’oro su un vassoio d’argento” (Proverbi 25:11).

e)      Parola di compassione: “Il Signore, l’Eterno, mi ha dato la lingua dei discepoli perché sappia sostenere con la parola lo stanco; egli mi risveglia ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perché io ascolti come fanno i discepoli” (Isaia 50:4).

f)        Parola prudente: “Chi modera le sue parole possiede conoscenza, e chi ha lo spirito calmo è un uomo prudente” (Proverbi 17:27).

g)       Parola amorevole: “La risposta dolce calma la collera, ma la parola pungente eccita l’ira” (Proverbi 15:1).

h)      Parola di ringraziamento: “In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (I Tessalonicesi 5:18).

i)        Parola incoraggiante: “Ora, fratelli, vi esortiamo ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli e ad essere pazienti verso tutti. Guardate che nessuno renda male per male ad alcuno; anzi procacciate sempre il bene gli uni verso gli altri e verso tutti” (I Tessalonicesi 5:14,15).

j)        Parola sana: “Non vi ingannate; le cattive compagnie corrompono i buoni costumi” (I Corinzi 15:33).

 

INFLUENZARE POSITIVAMENTE COL TUO AGIRE

a)       Buone opere: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16)

b)      Bontà: “Ma come volete che gli uomini facciano a voi, così fate a loro” (Luca 6:31).

c)       Testimonianza: “Affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita” (Filippesi 2:15).

d)      Buon esempio: “Presentando in ogni cosa te stesso come esempio di buone opere, mostrando nell’insegnamento integrità, dignità, incorruttibilità” (Tito 2:7).

e)      Amore: “E Gesù gli disse: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente»“.  Questo è il primo e il gran comandamento.   E il secondo, simile a questo, è: «Ama il tuo prossimo come te stesso»” (Matteo 22:37-39).

f)        Fede: “Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta” (Giacomo 2:26).

g)       Purezza: “La grazia è fallace e la bellezza è vana, ma la donna che teme l’Eterno, quella sarà lodata” (Proverbi 31:30).

Per mezzo di queste scritture, abbiamo cercato di spiegare che la nostra influenza è molto potente. Per mezzo di essa, possiamo condurre altre persone alla salvezza, o alla condanna. Dipende da noi!

Un prezioso esempio di influenza positiva lo vediamo nella vita della nonna e della mamma di Timoteo: “Mentre ricordo la fede non finta che è in te, e che abitò prima in Loide tua nonna ed in Eunice tua madre, e sono persuaso che è anche in te” (II Timoteo 1:5).

Senza dubbio, quel bambino divenne il pastore Timoteo, grazie all’eccellenza dell’influenza che quelle due donne cristiane ebbero su di lui.

Sorella, amica, molti intorno a te ti guardano, ti imitano; perché non cerchi di essere la migliore influenza possibile per tutti loro?

Cerca di trasmettere loro la vita di Gesù Cristo, per poter dire come l’apostolo Paolo: “Siate miei imitatori, come io lo sono di Cristo” (I Corinzi 11:1).

Che tipo di influenza sei per le persone attorno a te?

Come pensi di poter migliorare questo importante aspetto della tua vita cristiana?

 

S.lla Isabel Pereira Das Neves, moglie del missionario in Portogallo Gabriel Pereira Das Neves

IN CERCA DI DONNE VIRTUOSE – S.lla Debbie Maffey

donna virtuosa 2Proverbi 31:10 ci dice: “Chi troverà una donna forte e virtuosa? Il suo valore è di gran lunga superiore alle perle”.

L’uomo che ha preso in moglie una donna prudente, ha trovato qualcosa di buono ed ha ottenuto il favore di Dio. L’uomo può possedere molte cose, però non si può paragonare a lei. Lei è la corona di suo marito (Prov. 18:22; Prov. 19:14; Prov. 3:15; Prov. 12:4; Prov. 20:15).

Chi la troverà? Nel mondo possiamo trovare donne buone che vivono e professano di vivere una vita in conformità alla volontà di Dio e in accordo ai principi di Dio.

Gloria a Dio! E’ anche vero che ci sono molte donne che scelgono di vivere conformandosi al mondo nei propri desideri carnali. Esse vivono lontane da Dio, senza principi biblici. Non piacciono a Dio. “Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo” (I Giovanni 2:16).

Hanno molti bei gioielli, però tutte loro non sono paragonabili alla donna virtuosa (Proverbi 8:11). La Bibbia ci racconta: “Perché il Dio che disse: ‘Splenda la luce dalle tenebre’, è lo stesso che ha fatto brillare il suo splendore nei nostri cuori per far risplendere in noi la conoscenza della gloria di Dio, che rifulge sul volto di Gesù Cristo. Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l’eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi” (II Corinzi 4:6-7).

Quindi vediamo che Dio è colui che ha depositato un tesoro potente nella donna. La donna fu creata per dare gloria a Dio e per portare avanti un grande proposito nella sua vita. Il tesoro che lei porta dentro al suo cuore è la lampada che brilla in ogni luogo oscuro. Lei ha la capacità di andare oltre sé stessa per le qualità spirituali e il valore inestimabile che Dio ha messo in lei. Il gioielliere può trovare le differenze tra un gioiello autentico e un gioiello falso. Ci sono imitazioni! Non resistere alla prova! Le pietre preziose reali sono dure e resistenti. Non si consumano con il passare del tempo, mantengono la loro bellezza e intensità e hanno un valore immenso. La donna che è veramente autentica in Cristo, ha più valore che le pietre preziose, ed ha le qualità che la aiutano a perseverare nella prova.

La donna virtuosa passa la prova, grazie al suo compromesso con Dio. “Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Galati 2:20).

Il suo compromesso con Dio è molto serio e importante nella sua vita. Ha fatto una decisione di seguire il Signore. Dio le ha dato l’autorità per affrontare i suoi timori. Ha il coraggio di stare tranquilla e non muoversi, perché ha fiducia nel Dio che l’ha messa lì e la aiuterà in ogni circostanza. Per la sua vicinanza a Dio, ha un cuore puro. “Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio” (Matteo 5:8).  Lei è pura dentro e fuori, con pensieri puri e buone intenzioni. E’ valorosa e meravigliosa. Si distingue per il suo cuore pieno d’amore.

Io ho trovato un tesoro stupendo: mia madre. Lei è stato l’esempio che io voglio seguire. Se potessi, parlerei tutto il giorno di come lei fu una madre così speciale, e piena di Cristo, come dice in Proverbi 31:28: “I suoi figli si levano e la proclamano beata…”. Che benedizione è stata quella di avere come madre una donna che per molti anni ha dedicato la sua vita al servizio del Signore! Anche se la sua vita non fu tanto facile, lei è riuscita ad arrivare più in alto di quanto gli altri pensavano. Dio è stato splendido nel dare a mia madre benedizioni che sovrabbondavano nella sua vita e che fu visto come testimonianza per molti. Lei condivideva queste benedizioni con coloro che la circondavano. Mia madre fece la differenza nella vita della sua famiglia e la vita degli altri. Sono colei che sono, perché mia madre scelse di prendere la mano di Gesù e camminò con Lui. Dio cerca donne che camminino con Lui. Donne che facciano la differenza nelle vite dei propri familiari e nella vita degli altri. Troverà il Signore queste donne? Donne di esempio, dove si trovano?

Cerca Dio con fede, e avvicinati. Questo avvicinamento porterà benedizioni nella tua vita.

Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che è il rimuneratore di quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6).

S.lla Debbie Maffey, moglie del Vescovo Supervisore Europeo Sergio Maffey

SEGUI IL LEADER – S.lla Margaret Aguilar

 

segui il leader

Quando eravamo bambine, giocavamo al gioco “Segui il leader”: dovevamo imitare esattamente quello che faceva la prima persona della fila; se non ci riuscivamo, eravamo fuori, eliminati. Il compito del leader era quello di rendere sempre più difficile il gioco per coloro che lo seguivano. Il gioco finiva generalmente con le poche persone rimaste a seguire e il primo della fila diveniva il capo successivo. Questo è il modo in cui la maggior parte di noi vede la “leadership”.

Ma la realtà è che la leadership consiste in “influenza” in azione. Noi tutte esercitiamo un’influenza su qualcuno: i nostri mariti, i nostri figli, i nostri collaboratori e i nostri fratelli e sorelle in Cristo. Noi influenziamo al di sopra, in basso e ovunque intorno a noi. Quindi abbiamo bisogno di imparare come guidare al di sopra, in basso ed ovunque intorno a noi.

Prima di venire, stavo leggendo qualcosa riguardo la vostra cultura italiana. La cultura italiana è immersa nell’arte, nella famiglia, nell’architettura, nella musica e nel cibo. Siete la casa in cui è nato l’Impero Romano e il centro maggiore del Rinascimento. La famiglia è molto importante per voi; la vostra parentela è importante per voi. Ho letto che l’80% della popolazione è cattolico romana, una percentuale minore sono cristiani non cattolici e il restante, quasi 20%, è musulmano. Gli italiani hanno portato nel mondo alcuni stili architettonici quali: il classico romano, il rinascimentale, il barocco, il neoclassico. Hanno influenzato il mondo con opere quali l’Aida ed altre di Verdi, e ovviamente ci sono famosi cantanti come Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli. Gli italiani hanno influenzato il mondo con Armani, Gucci, Benetton, Versace, Prada… E cosa posso dire riguardo il vostro cibo? Imparagonabili tipi di pasta, formaggi, polenta, risotti, etc… Quindi, come popolo, avete influenzato il mondo intero.

Ma è il tempo in cui noi, come chiesa, seguiamo il vero Leader ed influenziamo il mondo per Cristo. Romani 8:14 dice: “Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio, SONO figli di Dio”. Noi dovremmo essere così arresi a Lui, che qualsiasi cosa Lui ci dicesse di fare, noi dovremmo semplicemente obbedire e seguire. Il problema è che al nostro “essere umano” non piace l’idea di essere guidato (teenagers?). È nella natura della carne il volere andare per la propria strada; quindi quando scegliamo di camminare nello Spirito, la Sua leadership su di noi crea un combattimento tra la nostra volontà e la nostra carne. Quante volte i nostri figli si sono ribellati alla nostra leadership? Oppure, quante volte noi ci siamo ribellate ai nostri leader? È molto difficile cedere il controllo! Dobbiamo trattare con la nostra carne e permettere a Dio di prendere il controllo sulle nostre vite. Quando noi siamo guidate da Dio e dalla Sua Parola, siamo pronte per guidare altri.

Ricordate quello che abbiamo detto, ossia che leadership è influenza, e proprio come la cultura italiana ha influenzato il mondo intero, noi possiamo influenzare il mondo intorno a noi. Noi non abbiamo bisogno di avere una posizione alta per guidare. La leadership è una dinamica, un processo, ed il diritto di guidare deve essere guadagnato con ogni persona che incontriamo.

Ci sono diversi livelli di leadership (vedi schema nel foglio a parte):

  1. Posizione. Puoi partire solamente dalla posizione che ti è stata data, qualunque essa sia: moglie, madre, insegnante di scuola domenicale, manager, moglie di pastore. Se noi non facciamo nulla di più, le persone ci seguiranno soltanto perché devono farlo (i nostri figli, ad esempio). Ma loro ci seguiranno solamente entro i confini della nostra posizione. Se la tua posizione è più bassa, minore è l’autorità che possiedi.
  2. Permesso. Tu inizi a guidare al di là della tua posizione perché hai costruito una relazione con le persone che desideri guidare. Le tratti con dignità e rispetto. Le valorizzi come esseri umani. Ti interessi a loro, e non soltanto al lavoro che esse possono fare per te. Come risultato, loro stesse ti danno il permesso di guidarle. Iniziano a seguirti perché vogliono farlo.
  3. Produzione. Le persone ti seguono per quello che hai fatto a favore dell’organizzazione. Loro ti seguono perché hai svolto il tuo lavoro.
  4. Sviluppo personale. L’obiettivo è nello sviluppo degli altri. Questo è molto importante nel lavoro di gruppi cellulari. Tu dai te stesso alle persone che guidi. Sei loro mentore, li aiuti a raggiungere i propri obiettivi. Aggiungi valore alla loro persona e li valorizzi di fronte alle persone. Le persone ti seguono per quello che hai fatto per loro.
  5. Personalità. Questa è la posizione o il livello in cui altri ti hanno messo. Lo hanno fatto perché sei stato eccellente nel guidarli nel corso dei quattro precedenti livelli, per un lungo periodo di tempo.

Ricorda: la posizione ha poco a che fare con una leadership genuina. È una questione di disposizione, di temperamento e non di posizione. Sapere tutto questo ti permette di guidare al di sopra, al di sotto e ovunque intorno a te. La leadership è una decisione che tu ed io prendiamo, non un posto che occupiamo. Tu ed io possiamo fare la differenza a prescindere da dove ci troviamo. Fai la differenza nella tua casa, nella tua città e nel tuo Paese.

S.lla Margaret Aguilar, moglie del Vescovo Segretario di Missioni Nazionali USA Joe Aguilar

RELAZIONI INTERPERSONALI EFFICACI – S.lla Nancy Provencio

 

donne parlanoIl tema internazionale dell’Assemblea Apostolica è “Uniti Espandendo il Regno con Potere”. Per poter avere esito nell’espandere il Regno di Dio, è importante avere tra di noi delle relazioni interpersonali efficaci nelle nostre chiese. Dobbiamo lavorare unite!

Sorelle, il nostro successo come leader dipende dalla nostra abilità di saper relazionarci bene con le persone che ci circondano e, soprattutto, con quelle che fanno parte della nostra squadra di lavoro.

  1. L’importanza dell’interdipendenza

In questo pensiero circa l’interdipendenza, bisogna considerare tre varianti che ci danno un’idea chiara dell’importanza di conoscere questa virtù. Queste tre varianti sono: 1) dipendenza; 2) indipendenza e 3) interdipendenza. Le prime due varianti non sono salubri, mentre la terza è molto importante.

  1. Dipendenza – Consiste nel dipendere e nell’appoggiarsi eccessivamente sugli altri. Implica l’azione del domandare per ricevere. Quando i bisogni della leader non vengono soddisfatti, se essa è dipendente si può frustrare o arrabbiare con le altre. È una leader dipendente (che comanda solamente, ma non agisce).
  2. Indipendenza – Dal lato opposto, esiste l’indipendenza nella leadership. Ciò comporta distanza dalle altre, poco sforzo nel cercare di relazionarsi. Lavora per conto suo invece di lavorare in squadra. Ciò non consiste in buone relazioni interpersonali.
  3. Interdipendenza – È riconoscere che qualcuno ha bisogno di aiuto e che noi siamo in grado di aiutare. Galati 6:2 ci dice: “Portate i pesi gli uni degli altri…”. È quando lavoriamo l’una insieme all’altra in squadra.

Immagina se tu non volessi interagire con le sorelle perché non ti piace la conduzione della leader. Se non vi fosse “interazione”, non avremmo differenze, disaccordi e discussioni, etc. Ma non ci sarebbe neanche amore, gioia, né alcuno con cui ridere. Dio non ci ha create perché fossimo delle “eremite”. Non dobbiamo appartarci né isolarci dalla nostra leader e dalla squadra. Dio ci ha create affinché potessimo avere delle relazioni interpersonali di successo le une con le altre, e affinché potessimo sviluppare la visione di una leader.

  1. Caratteristiche positive nel nostro lavoro come leader
  2. Ogni leader lavora con diversi tipi di carattere e personalità.
  • Per avere successo, dobbiamo essere persone socievoli, ossia dobbiamo comportarci bene con tutte, sapendo che ognuna ha doni e talenti differenti.
  • Dobbiamo comportarci bene anche con le persone “difficili”.
  1. Dobbiamo praticare la regola d’oro.
  • Luca 6:31 dice: “E come volete che gli uomini facciano a voi, similmente fate anche voi a loro”.
  • L’amore di Dio non dimostra rabbia, irritazione o malcontento.
  • L’amore di Dio è benigno, costruttivo e non distruttivo. Non è invidioso, risentito, né tantomeno grossolano.
  • L’amore di Dio non è ansioso per il fatto di dover impressionare altri.
  • L’amore non tira fuori offese dal passato.
  • L’amore vede il meglio in ogni persona e situazione.
  1. Dobbiamo mantenere una buona comunicazione nel gruppo.
  • La comunicazione è importante per potersi comprendere meglio e per riuscire a risolvere i problemi.
  • Dobbiamo praticare l’integrità.
  • Dobbiamo pensare prima di parlare.
  • Dobbiamo essere obbedienti e sincere con le nostre leader.
  1. Dobbiamo sempre parlare positivamente delle altre.
  • Ho ascoltato sorelle dire o portare alla luce cose che altre hanno detto o fatto; ma quando qualcuno dice qualcosa della stessa sorella, lei si sente come una vittima.
  • Tutte noi dobbiamo promuovere uno “spirito positivo” nella squadra, specialmente quando stiamo affrontando delle critiche da parte di altri.

 

III. Il frutto dello Spirito in azione

  1. Sorelle, se il “frutto dello Spirito” sta operando nelle nostre vite, ci potremo relazionare le une con le altre nel modo dovuto. Nessuna è perfetta. Non sempre saremo d’accordo nelle decisioni che si prendono. Ma questa non è una buona ragione per arrabbiarsi o per criticare la leader o le sorelle con cui lavoriamo.
  • Esempio: io posso avere un’idea o un tema da sviluppare, ma dobbiamo sempre sviluppare la visione ed il tema della persona nel gruppo che è incaricata.
  1. Il frutto dello Spirito è più importante di qualsiasi altro dono tu abbia ricevuto. Dio ci dà per primo il frutto dello Spirito, e dopo ci dà il dono o i doni che ha in serbo per noi.
  2. Lo Spirito Santo ci aiuta a NON dire o fare qualcosa per gloriare noi stesse o con propositi egoistici.
  • È necessario mantenere uno spirito di umiltà.
  • “Ti lodi un altro e non la tua bocca” – Proverbi 27:2.
  1. Per mezzo dello Spirito Santo, possiamo vincere problemi di ira, rabbia, orgoglio ed altre caratteristiche che rompono le buone relazioni interpersonali tra di noi.
  • “Or io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne” – Galati 5:16.
  1. Una leader piena di Spirito Santo si sforzerà sempre affinché vi sia pace ed armonia nel gruppo. Dirà e consiglierà sempre quello che sta scritto nella Parola di Dio.
  • “Per il resto, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono onorevoli, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose” – Filippesi 4:8.
  1. Ricordate, sorelle: ogni albero si riconosce dal suo frutto.

Conclusione

Le relazioni interpersonali efficaci sono il collante che mantiene una squadra unita. Le relazioni interpersonali possono rafforzare o distruggere la vita di una persona. Ciò dipende da come ci relazioniamo con coloro che ci circondano o con la squadra con cui stiamo lavorando.

Qualcuno ha detto: “A nessuno importa quello che sai, fino a quando sanno (o si rendono conto) di quanto ti importa”. Dobbiamo far sentire tutte importanti.

Sorelle, a quante di voi importa il successo delle sorelle che compongono la vostra squadra? Credo a tutte. Ognuna, nella squadra, si deve incoraggiare, apprezzare, perdonare, ascoltare, comprendere reciprocamente e pregare l’una per l’altra. Dio desidera che noi lavoriamo unite per espandere il Regno di Dio con potere!

S.lla Nancy Provencio, moglie del Vescovo di Missioni Internazionali Andy Provencio

Approfondimento 8 – Equipaggiando Leader

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I PASSI SUCCESSIVI PER ESSERE LEADER COME GESÙ. ABBANDONARSI NELLE MANI DIO. Studiare questo libro “Leader come Gesù”, ci ha permesso sicuramente di conoscere meglio la leadership di Gesù per poterla applicare nella nella nostra vita. In quest’ultimo capitolo si evince che per iniziare a muovere i primi passi da leader bisogna fare un attento esame su tutto quello che abbiamo studiato e confrontarlo col nostro modo di pensare e agire (cuore, testa, mani, abitudini), cercando di capire dove migliorare o cambiare. Un verso, Proverbi 16:1, dice: “Le disposizioni del cuore appartengono all’uomo, ma la risposta della lingua viene dall’Eterno”. Siamo in grado di annullare la nostra predisposizione del cuore e abbandonarci alla guida dello Spirito Santo? Come abbiamo notato, l’egocentrismo fa parte della natura di ogni uomo; staccarsi da questo ego è un percorso di lavoro molto lungo e faticoso, che solo attraverso il contatto con il nostro Dio possiamo realizzare. Più vicini siamo a Lui più questo ego diminuisce, come per i pesi nei piatti di una bilancia, in cui se si toglie da uno si innalza l’altro. Per essere leader come Gesù non si può fare a meno di questo contatto, perché abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo guidare e curare persone che il Signore ci ha affidato o ci affiderà, dobbiamo essere attenti prima a noi stessi, e al nostro comportamento che non deve essere quello da dittatore, ma di servo amorevole (questo concetto l’ha descritto molto bene la nostra cara sorella Ida nell’approfondimento precedente), perché da esso dipendono le vite spirituali degli altri. Quindi dobbiamo mettere da parte i nostri sentimenti e lasciare lavorare Dio in noi. In Proverbi 16:9 sta scritto: “Il cuore dell’uomo programma la sua vita ma l’Eterno dirige i suoi passi”. È bello quando ci lasciamo dirigere da Gesù, questo è possibile solo con la preghiera; attraverso di essa Lui ci corregge, possiamo annullare il nostro ego, e possiamo veramente dire: “Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà. … perché Lui mi guida … Mi ristora l’anima… Anche se camminassi nella valle dell’ombra della morte, so che il Signore è con me!”.  Anche il Suo bastone e la sua verga fanno parte delle Sue benedizioni; spesso siamo propensi ad accogliere tutte le benedizioni di questo meraviglioso Salmo 23 e trascuriamo la verga che serve per raddrizzare. Il padre corregge i figli che ama. Solo se ci lasciamo correggere possiamo dire che beni e benignita ci accompagneranno tutti i giorni dalla nostra vita. Alleluia! Essere leader come Gesù è un processo di sfida continuo, in cui sperimentiamo anche delle cadute;  senza sopravvalutarci mai nei successi ottenuti, camminiamo con Lui in un rapporto di abbandono, fiducia e amore, senza farci sopraffare della paura perché sappiamo che il Signore ci guida. Occorre, come consigliato nell’ultimo capitolo del libro, che ognuna faccia un test per analizzare le proprie capacità di leader, le reazioni ad ogni problematica che si presenta, con piena coscienza e sincerità, sapendo che al nostro Dio non possiamo nascondere niente, riconoscendo i nostri limiti e affidandoci completamente a Lui. Non a caso il libro finisce con le varie preghiere per ogni livello di leader; sono preghiere di meditazioni, dove dobbiamo mettere a nudo quello che sono i nostri sentimenti, le nostre fragilità, le nostre stanchezze, le nostre poche capacità di fronte alle difficoltà, essendo consapevoli che con le nostre forze non ce la possiamo fare, ma con Cristo che ci fortifica possiamo ogni cosa! Care sorelle, come il Signore ha mandato i suoi discepoli assicurando loro il Suo aiuto e pregando per loro, così sarà per noi, sicuramente il Signore non ci lascerà e non ci abbandonerà, e dobbiamo avere la certezza che sarà sempre al nostro fianco dandoci supporto costante ad ogni bisogno nel nome di Gesù. Dio ci benedica.
Sorella Giovanna Tumbarello, moglie del pastore Vincenzo Valenti (Marsala, TP).

Approfondimento 7 – Equipaggiando Leader

 

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PERCHÉ ESSERE LEADER COME GESÚ

“Io infatti vi ho dato l’esempio affinché come vi ho fatto io facciate anche voi” (Giovanni 13:15).

La nostra società ci presenta un modello di leader completamente diverso da quello descritto da Gesù. Il pensiero comune ci porta a pensare a un leader come ad una persona che domina ed esercita la propria autorità sugli altri. Questo tipo di concetto genera leader deviati che compiacciono e servono sé stessi. Cristo ci ha lasciato l’esempio di come guidare gli altri. Il suo modo di esercitare la leadership comportava la donazione di sé ai suoi seguaci. In un’occasione Gesù stesso spiegò la leadership del mondo in contrapposizione a quella cristiana. Egli disse: “Ma tra di voi non sarà così; anzi chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sia vostro servo. Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Matteo 20:26-28), chiarendo che i discepoli non dovevano usare metodi dispotici o egoistici.

Ma come si può essere allo stesso tempo servo e leader? Tra i due termini “servizio” e “leadership” sembra esserci incompatibilità. Il servo è colui che è al servizio di un’altra persona e fa la volontà del suo padrone, ciò implica obbedienza, sottomissione e uno spirito remissivo. La leadership d’altro canto implica intraprendenza, comporta direzione, visione, motivazione, essere attivi, coinvolgersi in modo creativo. Il leader sa dove sta andando ed ha la capacità di ispirare altri a camminare insieme a lui.

La leadership descrive il “cosa” del nostro lavoro (cosa facciamo), il servizio “il come” dobbiamo lavorare (come lo facciamo). Come possono conciliarsi le due cose? Essere un leader e un servo significa mettere il benessere dei seguaci al primo posto. Un leader cristiano innanzitutto è un servo. L’intimidazione, la superiorità e la forza non dovrebbero mai caratterizzare un leader cristiano, perché egli non è un “regnante” nel senso di dittatore bensì un servo.

Dio si è fatto uomo e ha abitato in mezzo a noi, ha lavato i piedi ai suoi discepoli, ha intrapreso relazioni con persone emarginate e di scarsa considerazione; il nostro Signore si è spogliato dei suoi titoli. Anche dinanzi a Pilato, alla domanda “sei tu re?” ha lasciato che fossero gli altri a dirlo.

Gesù disse chi vuole essere il primo deve diventare l’ultimo, amare l’altro, vedere il suo bisogno, provare empatia. In poche parole essere leader come Gesù significa amare, infondere armonia nelle persone che durante il corso della nostra esistenza incontriamo.

S.lla Ida Costantino, moglie del Vescovo Tesoriere Nazionale Benedetto Perrina

Approfondimento 6 – Equipaggiando Leader

 

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LE ABITUDINI DEL LEADER

Cara sorella, se desideri essere una leader come Gesù devi diventare come Lui, seguire il Suo esempio e osservare le Sue abitudini.

Ebbene, Gesù quando era su questa terra, tra le pressioni, le prove e le tentazioni, era solito trascorrere momenti in SOLITUDINE e PREGHIERA. Questa era l’abitudine che Lui preferiva e che più frequentemente osservava. Ed io su questa abitudine che, permettetemi, è l’elemento strategico per eccellenza della nostra leadership, intendo soffermarmi.

Oggi la SOLITUDINE è un comportamento culturalmente controcorrente che ci porta proprio nel posto dal quale la frenesia quotidiana cerca di allontanarci: essere da soli con Dio. La solitudine ci fa smettere di “fare” e ci fa “essere” semplicemente.

La Parola di Dio ci ricorda: FERMATEVI e riconoscete che io sono Dio (Salmo 46:10).

Gesù amava fermarsi e trascorrere considerevoli periodi di tempo in SOLITUDINE e PREGHIERA:

  • trascorse 40 giorni nel deserto;
  • passò una notte intera in un luogo appartato in preghiera  prima di scegliere i  Suoi discepoli;
  • quando venne a sapere della morte di Giovanni  Battisti si ritirò con la barca in un luogo solitario;
  • nel Getsemani, quando si avvicinava la Sua ora, si appartò come un’anima tormentata desiderosa di trovare consolazione soltanto in solitudine col Padre e, sebbene sentisse intensamente la sofferenza, si sottomise alla Sua volontà.

Gesù  pregava PUBBLICAMENTE:

–  in occasione del  Suo battesimo;

–   prima e dopo la moltiplicazione dei pani;

–   prima della trasfigurazione;

–   al ritorno dei settanta;

–   davanti alla tomba di Lazzaro;

–   mentre benediva i bambini;

–  sulla via di Emmaus;

–   prima della Sua ascensione.

Ma Egli preferiva soprattutto trascorrere momenti in LUOGHI APPARTATI E SEGRETI  quando si trovava in situazioni di conflitto spirituale, per prepararsi alla guida, per prendere decisioni importanti, affrontare cattive notizie, ottenere risposte su come affrontare ciò che l’aspettava.

Quando si è leader come Gesù, la PREGHIERA non deve mai essere relegata all’ultimo posto. Essa è la prima fonte, quella più potente, più immediatamente accessibile e più utile che abbiamo a disposizione. Qualcuno l’ha definita il nervo sottile che muove i muscoli dell’onnipotenza. Altri l’hanno definita il battito dell’anima, l’alito del credente. La preghiera non può andare in vacanza, è come respirare o come la circolazione del sangue.

IL LEADER COME GESU’ DEVE AVERE L’ABITUDINE DI:

–  FERMARSI, estraniarsi dalle faccende quotidiane e chiudere la porta a qualunque influenza di fuori;

–  RICONOSCERLO PER QUELLO CHE EGLI E’ E FA, concentrarsi esclusivamente su Lui, compiendo un atto di sottomissione, amore e ammirazione e dimostrando che noi esseri finiti e limitati abbiamo bisogno di Dio e dipendiamo solo da Lui, Essere Illimitato e Infinito;

– COMUNICARE col nostro Padre Celeste, non semplicemente parlare ma soprattutto ASCOLTARLO con pazienza e senza fretta;

– CERCARE LA SUA VOLONTA’, sottomettersi fedelmente a tale volontà e vivere in pace rispetto all’esito.

Così facendo impediremo all’ego di mettere a repentaglio il nostro essere leader al servizio degli altri.

Io ti invito cara sorella (l’invito naturalmente è rivolto in primis a me) a fare un attento AUTOESAME e con calma a rispondere alle seguenti domande onde scoprire eventuali mancanze:

–  Com’è la tua vita di preghiera?

– Sei tu solita uscire dalla porta di servizio della tua vita rumorosa, fermarti e respirare un po’ d’aria salubre?

– Dedichi un considerevole tempo di qualità alla preghiera, in una comunione intensa e profonda?

– Ti accosti al tuo Padre celeste con cuore sincero e aperto,  credendo che non rimarrai delusa?

– Prendi abbastanza tempo per parlare con Dio, ma soprattutto per ascoltare il dolce sussurro della Sua voce?

–  Aspetti che Dio parli e se la risposta tarda ad arrivare, perseveri ed insisti con fede, bussi affinché ti sia aperto?

– Accetti la Sua risposta, anche se non è conforme alle tue aspettative?

IL TUO STILE DI VITA DI PREGHIERA RIVELA DOVE E COME SVOLGI LA TUA LEADERSHIP.

Incoraggiamoci dunque, a cominciare o rinnovare il cammino verso lo sviluppo dell’abitudine  seguita da Gesù, la preghiera in solitudine,  che rappresenta indubbiamente l’ingrediente essenziale per un leader come Gesù che intende portare frutto in abbondanza per la gloria di Dio e ottenere grandi vittorie!

Vostra sorella in Cristo Milena Fulcoli, moglie del Pastore Pietro Caracciolo